Rispondere alle paure non fomentarle

Roma, 22 gennaio 2025 – Mentre The Donald in mondovisione avocava a sé la legittimazione divina (quel "Dio me l’ha data e io me la tengo" di Napoleone che si incoronava da solo), ho pensato al famoso sermone del 1946 del pastore Martin Niemöller, sulla silenziosa indifferenza di un uomo che assiste alla soppressione di alcune categorie (le stesse che si trovavano nei lager) e che termina: "Quando vennero a prendere me, non c’era rimasto nessuno a protestare". La questione non è la difesa della “cultura woke”, né pretendere empatia in chi ci governa. Mi permetto però una riflessione. Certamente intercettare i bisogni dell’elettorato è una grande dote politica. Ma, in quel caso, si tratta davvero di Rispondere a un bisogno? Negare per legge che esistano generi che non siano esclusivamente uomo/donna, risponde a un bisogno? Negare i cambiamenti climatici migliora la vita di qualcuno? Esaltare la supremazia dei bianchi, e maschi, migliora la condizione socioeconomica di un Paese? Fomentare l’odio rende odiati e odianti più intelligenti e forti? Per formazione e lavoro sono portata a riflettere più sulle intenzioni che sui proclami.
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