La lezione di Tolkien | vanità significa rovina un tesoro ritrovato

L a beatitudine e la tentazione, la virtù e l'hybris, la sublimità e la corruzione, il male e le sue vie oscure, la rovina squarciata dalla redenzione. La cifra narrativa di J.R.R. Tolkien, persino il suo cruccio, è questo sinolo; ed è per questo che Tolkien resta incompreso e travisato. Opportuna, dunque, La caduta di Númenor, un'antologia di suoi testi ben architettata dal curatore Brian Sibley e illustrata dalla maestria di Alan Lee, che Bompiani (pp. 318, euro 35) pubblica in italiano due anni dopo l'originale. Ora, di inedito c'è solo il percorso costruito da Sibley, prolifico scrittore e autore radiofonico inglese, che in luglio ha varcato la soglia dei 75 anni. I testi di Tolkien sono invece arcinoti, estratti dai suoi libri editi e riediti. Cui prodest, allora? Nei decenni, l'opera filologica di scavo e recupero degli inediti realizzata dal figlio dello scrittore, Christopher Tolkien, seguito da qualche studioso vero, ha dissotterrato gemme altrimenti perdute, producendo migliaia di pagine.
La lezione di Tolkien |  vanità significa rovina un tesoro ritrovato

Liberoquotidiano.it - La lezione di Tolkien: vanità significa rovina, un tesoro ritrovato

Leggi su Liberoquotidiano.it
  • La lezione di Tolkien: vanità significa rovina, un tesoro ritrovato
    Video lezione Tolkien