La casta dei presidenti delle federazioni sportive è in rivolta | non vuol pagare le bollette E chiede aiuto a Malagò
Intoccabili, rieletti in eterno a colpi di maggioranze bulgare e candidature uniche, abituati a gestire lo sport italiano come una proprietà privata. A differenza dei comuni mortali, i presidenti federali non vogliono pagare nemmeno le bollette. L’ultima crociata dei padroni dello sport italiano è per mantenere le sedi federali gratis. Gratis per loro, ovviamente, perché a pagare ci pensa Sport e Salute, la società pubblica a cui Giancarlo Giorgetti ha affidato la cassaforte dello sport. Cioè lo Stato, e noi contribuenti.La partecipata guidata dal presidente Marco Mezzaroma e dell’amministratore delegato Diego Nepi nelle scorse settimane ha annunciato la svolta, il cosiddetto progetto “Sestante”: basta spazi gratis, chi li vuole dovrà contribuire. Questo per provare a razionalizzare l’enorme patrimonio immobiliare della società, 131 immobili in 105 città, di cui il 55% occupati dalle organizzazioni sportive (nel restante 45% ci sono gli uffici della stessa Sport e Salute, o del Coni che già paga).
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