L’antico rondò della Cagnola e la moderna delusione di piazza Firenze
Cucchi Arrivo nell’ampio spazio in cui si apre piazza Firenze, tra due grandi strade della città: da una parte corso Sempione e dall’altra viale Certosa. La piazza fu realizzata alla fine dell’Ottocento, quando ancora non era altro che il molto più piccolo rondò della Cagnola, un borgo rurale diviso tra i Corpi Santi e i comuni di Boldinasco e Villapizzone, prima di essere annesso al comune di Milano. Oggi la zona della Cagnola è quella che si trova attorno a piazzale Accursio. Una realtà periferica, quella della zona, che era ancora rurale cent’anni fa. La piazza non è molto ben tenuta, pur con le distinte case che vi si affacciano e anche attraversarla, ampia e circolare com’è, non è cosa molto agevole. In ogni caso mi guardo attorno, curioso, anche per un confronto con quanto vedevo tanti anni fa, quando venivo a trovare persone care nella elegante via Emanuele Filiberto, lì vicina e non distante dello storico Velodromo Vigorelli, dove da bambino mi ero goduto con mio padre persino il grande Antonio Maspes.
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