La povera Anne e la crudele credulità del mitomane che è in noi
Di recente, nel mio lessico famigliare è entrata «Peter Gabriel non c’ho la foto», una frase che nessuno dei miei cari aveva sentito fino a non molto tempo fa e che ora basta dire per far ridere tutti alle lacrime.«Peter Gabriel non c’ho la foto» l’ha detta l’uomo più disperato tra quelli di cui guardo i social, uno che ostenta sicurezza e autostima e vanità, e in realtà vorrebbe essere chiunque, possibilmente chiunque di famoso ma anche chiunque di meno logorato dalle smanie, chiunque ma non sé stesso.«Peter Gabriel non c’ho la foto» l’ha detta una volta che stava spiegando alla telecamera del telefono quanta gente famosa conosce, convinto com’è che conoscere gente famosa lo faccia brillare d’una qualche luce, d’una qualche qualità, d’un qualche valore riflesso. Il dramma è che non ha torto.
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