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Scuola. Ampliate le aule del ‘Berlinguer’ Ragusa

Ragusa, 27 novembre 2020 — Che gli spazi scolastici non bastano mai – a maggior ragione ora, in tempo di pandemia, quando il distanziamento sociale è d’obbligo –, è noto a tutti, ma si può credere fermamente nella forza del cambiamento che non per forza e non sempre deve essere inteso come utopia, se non addirittura follia.

«Spesso, volere è potere – dice la dirigente dell’Istituto Comprensivo “Berlinguer” di Ragusa, prof. Carmela Sgarioto –. Se, poi, la volontà deriva dalla sinergia delle Istituzioni che il cambiamento vogliono realizzarlo davvero, tutto è possibile».


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Fri, 27 Nov 2020 15:54:46 +0100

Liceo Galilei Campailla di Modica: va in pensione Domenico Pisana. Un attestato di gratitudine dalla scuola

Saluto di commiato al docente modicano Domenico Pisana. «Una figura poliedrica e di alto profilo intellettuale e morale»

 

Modica, 27 novembre 2020 — Questa mattina presso l’Istituto “Galilei - Campailla” di Modica, il Preside, Sergio Carrubba, la vice preside Marilisa Di Martino e la Dirigente dei servizi amministrativi, Piera Garofalo, hanno dato, a nome di 52 persone, tra docenti e personale ATA, un saluto di commiato al docente modicano Domenico Pisana, che dopo 40 anni di servizio è andato in pensione lo scorso primo settembre.

Pisana, noto poeta, oltreché insegnante, è anche presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica.

Un saluto molto ristretto, che, a causa della emergenza covid, si è svolto nell’ingresso della scuola.


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Fri, 27 Nov 2020 13:05:36 +0100

Bufalino e la Fotografia

Che la fotografia, a differenza del cinema, esprima l’irriproducibilità del tempo, e quindi l’assenza di uomini e cose, ce ne rendiamo conto, leggendo il brano di “Dicerie dell’untore” in cui Marta, deturpata dalla malattia (“un simulacro di donna”), nel corso della loro fuga per le vie della città dal sanatorio, parla al narrante del suo sorriso d’una volta, registrato in una foto: «Non sono io, diciamo che è la mia sorella cattiva» si scusò, guardandomi di sott’insù, e subito volgendo lo sguardo altrove, come quella sera nel camerino, dopo lo spettacolo. Poi fece:
«Conversando con me, quella faccia non servirtene. Sèrviti di quest’altra». E trasse dalla borsetta, e mi tese, una foto dove lieta, seminuda, con una coscia sporca di sabbia, sorrideva a nessuno, davanti a sé. «Così ero  – aggiunse –. Così bella. Col mio sorriso del ‘42. La mia annata migliore».


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Thu, 26 Nov 2020 09:26:20 +0100

Bufalino e il Cinema

Ma poi si correggeva: «Per i ricordi, sono stato a cinema stanotte». E intendeva dire, dei ricordi, come aveva combattuto con essi nel sonno tutta la notte. Diceva proprio così: «combattere», che nel nostro dialetto non riguarda soltanto le persone, ma le cose, gli eventi, le urgenze della cronaca e della storia

 

Non sembra che Bufalino, così appassionato della cinematografia americana e francese degli anni ‘30 e ‘40, abbia scritto un saggio o un articolo sul cinema, ma è possibile, facendo ricorso alle sue opere, farsi un’idea delle opportunità e dei significati dell’arte cinematografica. Non gli sfuggiva certamente che essa, seguendo i moduli dell’immaginazione, è invenzione della realtà. Fuga dunque, e anche menzogna, dove confluiscono sogni e illusioni.


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Fri, 20 Nov 2020 10:29:48 +0100

Sull’epitaffio tombale di Sciascia

A Palermo, dove Sciascia trascorre l’ultimo periodo della vita, non esce più di casa. Il dolore è attutito dalla morfina. Ai familiari consegna le ultime volontà e scrive l’epitaffio tombale, una frase dello scrittore Villiers de l’Isle-Adam: «Ce ne ricorderemo di questo pianeta»: espressione di nostalgia mista a rimpianto, certo, di distacco e di dolente ironia, ma che lascia intendere la sopravvivenza della memoria, il ricordo di averla abitata la terra, questa nostra terra, dove le coincidenze sono troppe. E ricordarsene dopo la morte, a dispetto di chi l’avrebbe voluto ateo, potrebbe essere una inequivocabile cifra di immortalità personale. Il senso? Forse, e solo lui poteva saperlo, giacché il concetto nel momento in cui pare svelarsi si vela.


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Tue, 17 Nov 2020 20:16:52 +0100

Catastrofi distruzioni storia. Un importante convegno di archeologia, con G. Di Stefano

Un convegno dedicato a «Catastrofi distruzioni storia – dialoghi sull’archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo» con la partecipazione dell’archeologo Giovanni Di Stefano che relazionerà su Cartagine


Ragusa, 16 novembre 2020 — Dal 19 al 21 novembre si svolgerà il Convegno di archeologia «Catastrofi Distruzioni Storia» promosso dalla Fondazione Paestum, dall’Università di Salerno e dalla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.


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Mon, 16 Nov 2020 20:43:25 +0100

Luigi Pirandello. I romanzi, i miti: l’analisi letteraria di Federico Guastella

Luigi Pirandello, dopo Dante, è l'autore italiano più noto e più letto nel mondo. Riecheggia ancora la sua sicilianità e quanto dallo stesso affermato: “Chi è nato siciliano lo rimane per sempre”. Non trascurabili si rivelano le vicende familiari e umane che hanno lasciato un solco indelebile nell'animo di Pirandello influendo anche sulle sue opere. Fiumi di inchiostro si sono sovrapposti per commentare la sua produzione novellistica e teatrale. I suoi romanzi, invece, hanno suscitato minore interesse. Tuttavia, per inquadrare appieno la figura dello scrittore agrigentino, “non si può prescindere da essi”, come annota Raffaele Puccio nelle sue articolate riflessioni introduttive al saggio “Luigi Pirandello. I romanzi, i miti” (Bonanno Editore, Acireale - Roma, 2020), recente fatica letteraria di Federico Guastella non nuovo a questo tipo di analisi letteraria che ormai lo contraddistingue da diversi lustri.


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Sun, 08 Nov 2020 11:44:48 +0100

Nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia

Racalmuto, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989

 

Sta male Sciascia per una frattura alla vertebra in seguito ad una caduta nel maggio del 1980. Anche i guasti provocati dal fumo incidono negativamente suo malessere. Nell’estate del 1988 si reca nel Friuli, a Percoto, per un periodo di vacanza con la moglie, ospite dei Nonnino, produttori di grappa. Qui scrive Il cavaliere e la morte. Trascorre la villeggiatura estiva nella sua casa di campagna in contrada Noce di Racalmuto, dove vanno a trovarlo gli amici, tra cui Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo. Si muove a fatica e si appoggia al bastone.

I motivi di salute gli impediscono di portare avanti un lavoro sulla vita di Telesio Interlandi[1], di cui aveva raccolto una copiosa documentazione[2]. Nel 1989 è a Milano per sottoporsi a complesse e lunghe analisi; la diagnosi definitiva è: mieloma micromolecolare, detto delle «catene leggere», rara forma tumorale al midollo osseo. Si sottopone a chemioterapia e successivamente alla dialisi, tre volte la settimana. A Palermo, dove trascorre l’ultimo periodo della vita, non esce più di casa. Il dolore è attutito dalla morfina. Ai familiari consegna le ultime volontà e scrive l’epitaffio tombale, una frase dello scrittore Villiers de l’Isle-Adam: «Ce ne ricorderemo di questo pianeta».

Muore a Palermo alle 7 del mattino del 20 novembre, qualche settimana dopo dell’abbattimento del muro di Berlino. I funerali sono celebrati a Racalmuto nel santuario della Madonna del Monte, dal vescovo di Agrigento. È una mattina nuvolosa. La folla dei paesani, e le autorità, e gli uomini di cultura accorsi da ogni parte d’Italia, dentro e fuori la chiesa, partecipano commossi alle esequie.


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Wed, 28 Oct 2020 14:42:50 +0100

Gesualdo Bufalino e il racconto della Sicilia

Gesualdo Bufalino, come molti siciliani, è di cultura francese; il suo linguaggio è iperletterario e la libertà stilistica si nutre di una coscienza morale per l’amore viscerale della Sicilia come appare nelle due sue opere intitolate La luce e il lutto (Sellerio, Palermo, 1988) e Museo d’ombre (Palermo, Sellerio, 1982). Prima di presentarle mi sembra però opportuno accennare alla sua vita per mettere in evidenza le tappe più significative della formazione culturale.


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Mon, 26 Oct 2020 21:30:22 +0100

Scicli. Tanit apre il palazzo Beventano w/end sino a 1 novembre

Scicli, 22 ottobre 2020 — Grande è stato il successo dell'apertura di Palazzo Beneventanoda parte dell'Associazione Culturale Tanit Scicli in occasione del Festival de Le Vie dei Tesori 2020, tanto che, purtroppo, vista la grande richiesta di prenotazioni, non tutti gli sciclitani e i viaggiatori hanno potuto assaporare l'esperienza di visitare per la prima volta in assoluto gli ambienti del prestigioso palazzo settecentesco Patrimonio dell'Umanità UNESCO, insieme ai suoi fantastici affacci sulla città, resi ancor più speciali dalla vicinanza con i mascheroni grotteschi che sorreggono i celeberrimi balconi.


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Thu, 22 Oct 2020 20:00:14 +0200