Strade Sicure e il perdurante deficit di cultura della difesa in Italia
Il perdurante deficit di cultura della difesa in Italia si manifesta anche nel mantenimento costante delle risorse dedicate alla sicurezza. Quest’anno, il ministro della Difesa ha confermato che il numero di militari dell’Esercito impegnati nell’operazione Strade Sicure rimarrà invariato, sottolineando l’importanza di un impegno continuo per garantire la sicurezza nelle aree urbane del paese.
Il ministro della Difesa ha chiarito che anche quest’anno non calerà il numero di militari dell’Esercito impegnati nell’operazione Strade Sicure. Anche se l’operazione è già finanziata nella sua attuale configurazione fino al 2027, la decisione ha comunque sollevato un dibattito perché negli scorsi mesi il ministro si era dichiarato più volte deciso a ridurre la componente dell’Esercito schierata nell’operazione. In realtà la decisione non stupisce affatto. Da quando è iniziata, nel luglio del 2008, tutti i governi italiani, sia di sinistra che di destra, l’hanno confermata e spesso prorogata. Gli unici che hanno effettivamente tentato di ridurre il contingente sono stati il ministro Pinotti e il ministro Guerini. 🔗 Leggi su Formiche.net

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Strade Sicure non è uno slogan. È una scelta strategica che ora chiede coraggio. Crosetto rompe la narrazione facile: numeri stabili, Esercito impiegato solo finché necessario e Carabinieri con pieni poteri di polizia al centro del futuro della sicurezza urb facebook
Dunque Crosetto prima potenzia Strade sicure, poi ne chiede il ridimensionamento, quindi ne invoca un ripensamento. Il dibattito sulla sicurezza si fa ogni giorno più paradossale. ilpost.it/2026/01/14/str… x.com
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