I preti di Putin invocano libertà religiosa al Congresso e i Maga s’indignano con il cattivo Zelensky
Nel contesto geopolitico attuale, le richieste di libertà religiosa da parte dei leader religiosi di Putin si intrecciano con le tensioni politiche e militari in Ucraina. Mentre i Maga esprimono sdegno verso Zelensky, le strategie di Mosca sembrano puntare a consolidare il controllo sulla Chiesa ortodossa come strumento di influenza. Un quadro complesso che rivela le dinamiche di potere e le sfide alla libertà di culto in un conflitto senza fine.
Per il governo di Kyiv, la Chiesa ucraina legata a Kirill sfruttava i propri sacerdoti per condizionare l’opinione pubblica sull’andamento del conflitto e sulle sue ragioni. Dopo la messa al bando, i religiosi ortodossi d’obbedienza moscovita non fanno che recarsi all’estero per manifestare il proprio sdegno. Trovando terreno fertile anche a Washington Non è un caso che nei piani per porre fine alla guerra in Ucraina che piacciono a Putin ci sia sempre la richiesta che alla Chiesa ortodossa (quella d’obbedienza moscovita, ça va sans dire) sia garantita totale libertà d’azione. Nel 2024, il Parlamento di Kyiv mise al bando la Chiesa ucraina legata al Patriarcato di Mosca e guidata dal metropolita Onufrij. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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Dritto e rovescio. . "Anche Putin può usare toni forti, ma definire tutti maiali non mi pare che sia una dichiarazione da capo di Stato di una grande federazione come quella russa" Antonio Tajani a #drittoerovescio - facebook.com facebook
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