‘Ddl stupri’ un alibi per gli aggressori
Il dibattito sul Ddl stupri evidenzia come definizioni come “dissenso” e “consenso” siano spesso fraintese o confuse. Differenziare chiaramente questi concetti è fondamentale per tutelare le vittime e garantire un'applicazione corretta delle norme. Un’accurata comprensione delle distinzioni permette di evitare che il testo di legge diventi un alibi per gli aggressori, rafforzando così la tutela e la giustizia.
"Si fa presto a dire che ‘dissenso’ e ‘consenso’ sono sinonimi, ma sono termini in contrapposizione tra loro e la differenza tra questi è lo spazio esatto in cui un aggressore può avere la meglio sulla propria vittima per una seconda volta. Il disegno di legge che ci propongono oggi gli potrebbe regalare l’alibi perfetto; potrebbe permettere di andare in tribunale e dire: ‘Io non ho sentito un no, quindi pensavo andasse bene". A entrare nel dibattito sul cosiddetto ‘ Ddl stupri ’ sono gli esponenti locali di Avs, Possibil, Coalizione Civica e La Comune. "Il dissenso – proseguono – è il diritto dell’aggressore di non farsi domande. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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Doveva essere un patto bipartisan, un passo di civiltà per allineare l’Italia alla Convenzione di Istanbul e alle convenzioni internazionali: senza consenso esplicito non c’è libertà, c’è violenza. La “volontà presunta” non è consenso, è un alibi per non punire. Inv - facebook.com facebook
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