I sovranisti europei fanno fronte comune contro i dazi di Trump La Lega è l' unica a esultare

I sovranisti europei si uniscono per opporsi ai potenziali dazi di Donald Trump, evidenziando una posizione condivisa contro le misure commerciali degli Stati Uniti. Tra loro, la Lega si distingue per un atteggiamento di approvazione, creando un paradosso nel panorama sovranista. Questa solidarietà internazionale si inserisce nel quadro delle tensioni commerciali globali, riflettendo le diverse reazioni dei movimenti nazionalisti di fronte a politiche protezionistiche.

Paradosso sovranista: l'estrema destra europea fa fronte comune contro i dazi minacciati da Donald Trump. La Lega invece gongola. Nelle scorse ore il presidente americano ha annunciato strette commerciali per i paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia. La quota annunciata è del 10 per cento, ma potrebbe salire al 25 per cento fino alla conclusione di un accordo per l'acquisto dell'isola. A rischiare sono Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. La minaccia di nuovi dazi ha spinto alcuni esponenti della destra (finora molto vicina al tycoon) a esporsi pubblicamente contro la mossa della Casa Bianca. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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© Ilfoglio.it - I sovranisti europei fanno fronte comune contro i dazi di Trump. La Lega è l'unica a esultare

Otto Paesi europei fanno quadrato contro Trump dopo la minaccia di dazi. L'Italia frena: "Serve dialogo"
Otto paesi europei si sono uniti per rispondere alle recenti minacce di dazi da parte di Donald Trump, cercando di adottare una posizione comune. L’Italia, invece, ha espresso cautela, sottolineando l’importanza di mantenere un dialogo aperto. Questa reazione mira a tutelare gli interessi europei e favorire il confronto diplomatico, evitando escalation che possano nuocere agli scambi commerciali e alla stabilità regionale.

Trump annuncia nuovi dazi contro alcuni Paesi europei per la ‘Questione Groenlandia’
Donald Trump ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi commerciali contro alcuni Paesi europei, in relazione alla disputa sulla Groenlandia. A partire da febbraio, le tariffe saranno al 10%, con un aumento al 25% previsto per giugno 2026. La decisione segna un cambiamento nelle politiche commerciali degli Stati Uniti e ha suscitato reazioni a livello internazionale.

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