Quando la vittima diventa colpevole | il processo mediatico a Jonathan Rivolta
Il caso di Jonathan Rivolta ha suscitato attenzione mediatica, sollevando interrogativi sulla percezione pubblica e il ruolo dei media. La vicenda, avvenuta a Lonate Pozzolo, coinvolge un uomo che, reagendo a una rapina, ha ucciso uno degli aggressori. Questa introduzione analizza come il racconto della stampa possa influenzare il giudizio pubblico, evidenziando le sfumature tra vittima e colpevole in un contesto di grande sensibilità.
Roma, 18 gen – C’è qualcosa di profondamente rivelatore nel modo in cui una parte della stampa nazionale ha raccontato il caso di Jonathan Rivolta, il trentatreenne di Lonate Pozzolo che ha reagito a una rapina in casa propria, uccidendo uno degli aggressori. Non tanto per i fatti – tanto che la Procura ha parlato chiaramente di legittima difesa – quanto per il dispositivo narrativo messo in campo da alcune testate e da alcuni giornalisti ben riconoscibili. Jonathan Rivolta e la colpa di legittima difesa. Qui non siamo di fronte a un semplice racconto di cronaca. Siamo di fronte a una costruzione del colpevole morale, a una demonizzazione che colpisce non solo un uomo e la sua famiglia, ma un intero territorio e, più in profondità, un pezzo di Paese. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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