Quando la vittima diventa colpevole | il processo mediatico a Jonathan Rivolta

Il caso di Jonathan Rivolta ha suscitato attenzione mediatica, sollevando interrogativi sulla percezione pubblica e il ruolo dei media. La vicenda, avvenuta a Lonate Pozzolo, coinvolge un uomo che, reagendo a una rapina, ha ucciso uno degli aggressori. Questa introduzione analizza come il racconto della stampa possa influenzare il giudizio pubblico, evidenziando le sfumature tra vittima e colpevole in un contesto di grande sensibilità.

Roma, 18 gen – C’è qualcosa di profondamente rivelatore nel modo in cui una parte della stampa nazionale ha raccontato il caso di  Jonathan Rivolta, il trentatreenne di Lonate Pozzolo che ha reagito a una rapina in casa propria, uccidendo uno degli aggressori. Non tanto per i fatti – tanto che la Procura ha parlato chiaramente di   legittima difesa  – quanto per il  dispositivo narrativo  messo in campo da alcune testate e da alcuni giornalisti ben riconoscibili. Jonathan Rivolta e la colpa di legittima difesa. Qui non siamo di fronte a un semplice racconto di cronaca. Siamo di fronte a una  costruzione del colpevole morale, a una demonizzazione che colpisce non solo un uomo e la sua famiglia, ma un intero territorio e, più in profondità, un pezzo di Paese. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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© Ilprimatonazionale.it - Quando la vittima diventa colpevole: il processo mediatico a Jonathan Rivolta

La “verità” di Andrea Sempio sull’omicidio di Chiara Poggi: “Mi hanno fatto un processo mediatico e hanno deciso che sono io il colpevole”
Andrea Sempio commenta il processo riguardante l’omicidio di Chiara Poggi, affermando di essere stato vittima di un clamore mediatico che lo ha portato a essere considerato colpevole. In una dichiarazione recente, ha sottolineato come si trovi al centro di un'esperienza complessa, simile a una narrazione televisiva, con opinioni contrastanti che hanno influenzato la percezione pubblica della vicenda.

Synden, la recensione: quando la provincia diventa colpevole quanto l’assassino
Synden, la serie del 2025 creata da Peter Grönlund, affronta con sobrietà tematiche complesse legate alla provincia e alla giustizia. Con interpreti come Krista Kosonen, Mohamed Nour Oklah e Peter Gantman, il racconto si concentra sulle implicazioni morali e sociali di un’indagine difficile, evidenziando come spesso la provincia possa assumere responsabilità analoghe a quelle di un colpevole. Una produzione che invita alla riflessione senza eccessi emotivi.

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