La voce modifica la rappresentazione mentale del volto e riscrive la prima impressione sociale Uno studio dell’Università Milano-Bicocca

Uno studio dell’Università di Milano-Bicocca evidenzia come la voce e le parole possano influenzare la percezione mentale di una persona. Ricercatori di psicologia hanno scoperto che anche un breve ascolto può modificare l’immagine del volto conservata nella memoria, alterando così la prima impressione sociale. Questa ricerca, pubblicata su Social Psychological and Personality Science, sottolinea l’importanza del tono e del linguaggio nel modo in cui percepiamo gli altri.

Una parola o il tono di voce possono riscrivere la rappresentazione mentale di una persona. Lo studio condotto da Matteo Masi e Marco Brambilla del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato su Social Psychological and Personality Science, dimostra come l’ascolto di poche parole sia sufficiente a modificare l’immagine del volto conservata nella mente. La ricerca sfida l’idea tradizionale della prima impressione come dato immutabile e rivela un meccanismo cerebrale di integrazione continua tra stimoli visivi e uditivi. Il lavoro introduce prospettive concrete per contesti applicativi che spaziano dal reclutamento alla giustizia, dalle interazioni digitali alla costruzione della fiducia nelle relazioni professionali. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.itImmagine generica

La voce può cambiare la prima impressione di una persona: la scoperta dell'università Bicocca
La prima impressione di una persona può essere influenzata da pochi dettagli, come una parola o il tono della voce. Questi elementi contribuiscono a plasmare la nostra percezione e a riscrivere la nostra rappresentazione mentale di qualcuno. Alla Bicocca, crediamo che conoscere meglio le sfumature della comunicazione possa aprire nuove prospettive e favorire una comprensione più autentica e approfondita.

Scoperta la prima “galassia fantasma”: la firma è dell’Università Bicocca
L’Università Bicocca ha annunciato la scoperta della prima “galassia fantasma”, un oggetto costituito principalmente da materia oscura senza stelle visibili, a circa 14 milioni di anni luce dalla Terra. Questa scoperta apre nuove prospettive per lo studio della formazione delle galassie e della materia oscura nell’universo.

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