I manifestanti in Iran prigionieri pure da morti il ricatto alle famiglie | Anche 6 mila euro per riavere i corpi

In Iran, le autorità richiedono somme fino a 6.000 euro alle famiglie dei manifestanti uccisi per la restituzione dei corpi. Questa pratica, che mantiene le vittime in una sorta di prigionia anche dopo la morte, rappresenta un grave ricatto che aggiunge sofferenza alle famiglie colpite dalle proteste in corso da settimane.

Le autorità iraniane chiedono somme di denaro molto elevate alle famiglie per la restituzione dei corpi dei manifestanti uccisi nelle proteste che da settimane scuotono il Paese. A denunciarlo è la Bbc Persian, che ha raccolto numerose testimonianze dei parenti delle vittime. Le richieste arriverebbero fino a settemila dollari, oltre seimila euro. Cifre considerate proibitive per gran parte della popolazione iraniana, del tutto sproporzionate rispetto ai redditi medi. In molti casi, l’impossibilità di pagare ha impedito ai familiari di recuperare le salme dei propri cari, trattenuti dal regime in obitori e ospedali, in quella che sembra una vera e propria forma di riscatto. 🔗 Leggi su Open.onlineImmagine generica

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