Io Bergonzoni Ma non è il classico talk

Io, Bergonzoni, non sono un semplice oratore. Davanti alle tragedie quotidiane e alle vittime di conflitti e violenze, è importante riconoscere che quei bambini, quelle donne e quei corpi mutilati sono parte di noi. Solo attraverso questa consapevolezza possiamo affrontare con sobrietà e responsabilità le sfide che ci coinvolgono, mantenendo un atteggiamento rispettoso e attento alle realtà che ci circondano.

Di fronte ai morti e ai drammi quotidiani, dobbiamo pensare che quei bambini, quelle donne, quei corpi amputati sono i nostri. Dobbiamo andare oltre l’umano perché l’umano è disumano. Ed essere sovrumani oggi significa rimanere in relazione, uno con l’altro. Aspetto che considero ineludibile. Infatti non mi sento artista ma "altrista" e non faccio teatro ma "tealtro"". Così raccontava al Giorno qualche mese fa Alessandro Bergonzoni. Sottolineando l’importanza nel nostro presente del concetto di immedesimazione, da tempo al centro del pensiero e dei lavori dell’attore (scrittore) bolognese. Uno sguardo sociale. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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