Ecco perché ci siamo astenuti su Teheran Noi né con gli ayatollah né con Donald
In un contesto di delicatezza internazionale, Giuseppe Conte spiega la decisione di non sostenere né gli ayatollah né Donald Trump riguardo alla situazione a Teheran. L'astensione in Commissione al Senato, comunicata solo in seguito, riflette un approccio equilibrato e prudente, evitando prese di posizione nette in una vicenda complessa e sfaccettata. La scelta testimonia l’attenzione a mantenere una posizione di neutralità e rispetto per tutte le parti coinvolte.
Giuseppe Conte, che è persona squisita, al telefono si scusa per non aver avvertito il giorno prima che i grillini si sarebbero astenuti al Senato in Commissione sul documento bipartisan di solidarietà ai manifestanti di Teheran. L'ex premier ha voglia di parlare. Sa bene che quel gesto potrebbe essere interpretato come una sorta di benevolenza nei confronti del regime degli Ayatollah. Insomma, è l'ennesimo esempio di intransigenza ideologica - in questo caso per non apparire complice di Trump - ha causato tanti «testa coda» a sinistra. Per cui in questo colloquio con Il Giornale Conte mette subito le mani avanti: «Guardi noi avevamo solo chiesto di inserire nel testo il concetto che non dovevano esserci e comunque si condannavano possibili soluzioni militari unilaterali. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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