Crac Banca Marche | Assolti perché anche loro avevano investito e perso
Il 13 gennaio 2026, si è concluso il processo relativo al crac di Banca Marche, con la decisione di assolvere gli imputati. La sentenza ha evidenziato che non si può configurare il fallimento come conseguenza di operazioni dolose, abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge, poiché anche loro avevano investito e subito perdite. Questa pronuncia rappresenta un importante chiarimento sulla natura delle responsabilità in contesti di crisi bancaria.
Ancona, 13 gennaio 2026 – “Non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge. La condotta di erosione del patrimonio è nel modo di agire di impresa. Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica di Banca Marche che non hanno caratterizzato in negativo la continuità dell’esercizio per condurla prevedibilmente all’insolvenza”. E ancora. “Quando i finanziamenti in contestazione sono stati elargiti gli operatori bancari non potevano prospettarsi, neanche in un ottica di lungo periodo, un attentato alle ragioni del ceto creditorio, invece, evidentemente realizzatosi in concreto quattro anni dopo per il coacervo di circostanze sopravvenute – la modifica dei criteri valutativi, le diverse gestioni succedute, la realizzazione della crisi nella sua interezza – delle quali gli imputati, epurati dallo scenario, non possono essere chiamati a rispondere”. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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