In Iran iniziano le impiccagioni pubbliche Cosa succede ai manifestanti
In Iran, le impiccagioni pubbliche sono tornate come forma di repressione nei confronti dei manifestanti arrestati durante le recenti proteste contro il governo degli ayatollah. Molti di loro sono stati condannati per apostasia e altre accuse, subendo esecuzioni pubbliche che attirano attenzione e suscitano preoccupazione a livello internazionale. Questa situazione evidenzia le tensioni tra la repressione statale e la richiesta di libertà da parte della società civile.
Condannati per apostasia e impiccati in pubblico. E' il destino che attende molti manifestanti arrestati dopo le proteste contro gli ayatollah. Il regime di Teheran celebra processi per direttissima e poi esegue le condanne a morte sotto gli occhi di tutti. L'Iran è attualmente in bilico tra una trasformazione epocale e un ritorno alla più bieca e sanguinaria repressione. La Repubblica islamica entra infatti nella terza settimana di violentissime proteste antigovernative, che hanno scatenato la risposta assassina da parte del regime degli ayatollah. I dati sulle vittime civili sono drammatici e, secondo un gruppo per i diritti umani con sede negli Stati Uniti, ammonterebbero fino ad oggi ad almeno 544 persone uccise. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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