Quella radio all’osteria del Batèl Ogni clic d’accensione una liturgia

Ricordo con precisione il dodici gennaio 1960, quando, con gli occhi chiusi, rivivo i momenti trascorsi alla radio dell’osteria del Batèl, lungo la strada dell’Adda. Ogni volta che si accendeva, era come una piccola liturgia, un rituale quotidiano che lasciava un segno indelebile nella memoria di chi ascoltava. Un viaggio nel tempo e nei ricordi di un’epoca semplice e autentica.

Dodici gennaio 1960. Ad occhi chiusi torno agli sgarri della radio dell’osteria del Batèl, sulla strada dell’Adda. Sotto la finestra che dava sulla strada era un mobiletto ad antine, come un grande tabernacolo. Le antine si aprivano sulle manopole di una sgangherata radio Phonola. L’oste procedeva all’apertura delle antine e al clic dell’accensione con la cura di un prete che si accinga a estrarre la pisside. Accadeva puntualmente per le radiocronache di Mario Ferretti agli arrivi del Giro e del Tour a cavaliere degli anni Quaranta e Cinquanta. Fausto Coppi se n’è andato a soli 40 anni, il 2 gennaio 1960, con l’intrusione sempre più indiscreta della telecamera sul gesto atletico. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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