Il Chelsea e le prepotenti multiproprietà calcistiche così odiate dai tifosi
Il fenomeno delle multiproprietà nel calcio europeo, come nel caso del Chelsea, solleva spesso critiche tra i tifosi. La concentrazione di potere e risorse in poche mani genera sfide per l’equilibrio competitivo e l’identità delle squadre. Per i supporter, tali dinamiche si traducono in una sensazione di perdita di autenticità e di rispetto. L’esperienza dello Strasburgo, spesso considerato una seconda scelta, evidenzia le tensioni tra interessi economici e passione sportiva.
Un’umiliazione. Per i tifosi dello Strasburgo non è una novità sentirsi trattati come una seconda scelta. Il loro club si è ritrovato dentro un portafoglio di multiproprietà calcistica, quello della BlueCo controllato dal magnate statunitense Todd Boehly. Per il momento quel portafoglio comprende soltanto un’altra società, che però vale per 10: il Chelsea. Inevitabile che lo Strasburgo venga messo in subordine nella gestione fatta dalla cabina di comando. Ma proprio questo è il punto sul quale i tifosi della squadra alsaziana prendono cappello: chi ha stabilito che questa cosa qui è “inevitabile”? Il proprietario del Chelsea e magnate americano Todd Boehly (foto Ansa). 🔗 Leggi su Lettera43.it

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