Uwe Wittstock racconta la grande fuga della letteratura

Ci sono momenti, luoghi e personaggi che s’incontrano e riescono a dare fascino anche alla tragedia. L’idea di questa unione e trasformazione appare in “Marsiglia 1940” del giornalista tedesco Uwe Wittstock. Nel titolo ci sono il luogo e il momento. I personaggi sono essi stessi creatori di storie. Il che spiega il sottotitolo: “La grande fuga della letteratura”. E’ la storia del giornalista americano Varian Fry e del suo Emergency Rescue Committee, un’organizzazione che nella Francia occupata dai nazisti riuscì a far fuggire circa duemila persone ricercate dalla Gestapo. Tra quella miriade di fuggiaschi c’erano artisti, intellettuali, ebrei, comunisti, militanti antinazisti e antistalinisti in tutte le possibili composizioni di caratteri, ideologie e correnti artistiche e letterarie. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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