Quello che resta quando smettiamo di reprimerci
A volte, nella vita, si giunge a un punto di quiete, in cui si smette di accumulare e si inizia a eliminare ciò che non è essenziale. Si lasciano andare le pressioni inutili, le voci troppo invadenti e le aspettative esterne. È un processo di semplificazione che permette di scoprire cosa resta veramente, offrendo uno spazio di serenità e autenticità.
Arriva un momento, nella vita, in cui non si aggiunge più nulla. Si toglie. Si tolgono le urgenze finte, le voci troppo forti, le aspettative degli altri. E nel silenzio che resta, finalmente, qualcosa parla. La libertà è la prima a farsi sentire. Non quella proclamata, ma quella silenziosa che nasce quando non hai più bisogno di dimostrare nulla. È poter restare. O andarsene. È non tradire più il proprio passo. Subito dopo arriva la salute, fragile e potente insieme. Non come assenza di dolore, ma come alleanza con il corpo. Ascoltarlo. Rallentare prima che sia lui a fermarti. Abitarlo senza violenza. 🔗 Leggi su Lortica.it

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C’è un momento, alla fine dell’anno, in cui smettiamo di correre e restiamo in ascolto. Non per fare bilanci perfetti, ma per sentire cosa è rimasto davvero. Restano le scelte fatte con coraggio, anche quelle tremanti. Restano gli attimi che ci hanno cambiato il - facebook.com facebook
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