Odio social sulle vittime | ricchi che non pensano a Gaza
L’incendio di Crans-Montana ha portato alla luce comportamenti di alcuni che sfruttano le tragedie per alimentare l’odio. È importante riflettere su come, in momenti di crisi, l’interesse personale e il desiderio di denigrare possano prevalere sulla solidarietà e sul rispetto. Un’attenzione consapevole ai fatti e alle motivazioni aiuta a mantenere un dibattito equilibrato e rispettoso, evitando che le tragedie diventino terreno fertile per l’odio.
Il rogo di Crans-Montana dimostra, ancora una volta, che purtroppo sono tanti, troppi, quelli che, come avvoltoi, aspettano solo di poter cavalcare una tragedia per vomitare tutto l’odio che covano dentro. Neanche la morte di 47 giovani, la maggior parte neppure maggiorenni, ha frenato i commenti più beceri online. «I giovani ricchi muoiono nelle discoteche a la page situate nelle località sciistiche in Svizzera. Noi poveri facciamo una brutta fine in posti meno altolocati, in posti più bassolocati». Questo è il tenore di tanti post: un odio sociale che non si ferma neppure davanti alla tragedia, anzi se ne alimenta. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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