Nietzsche il profeta del superuomo sconfitto da un crollo mentale davanti a un cavallo maltrattato
Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco noto per il concetto di superuomo, ha attraversato una vita segnata da intensi successi e profonde sofferenze. La sua morte, avvenuta nel 1900 a Weimar, rappresenta il triste epilogo di un percorso intellettuale e personale complesso, influenzato da problemi di salute mentale. La sua figura rimane centrale nella riflessione filosofica e culturale, lasciando un’eredità duratura e ancora oggi oggetto di studio.
Friedrich Nietzsche è una delle figure più enigmatiche e influenti della filosofia moderna. La sua morte, avvenuta a Weimar il 25 agosto 1900, inoltre, è il punto finale di una parabola intellettuale e umana tormentata, segnata da genialità, isolamento e malattia. Ma come morì davvero il pensatore che scosse l’Europa con le sue opere? La vita di Nietzsche cambia radicalmente il 3 gennaio 1889, a Torino, quando viene colpito da un grave crollo mentale. Secondo i resoconti dell’epoca, assistette al maltrattamento di un cavallo e, sconvolto, si getta al collo dell’animale piangendo. Da quel momento non si riprende più. 🔗 Leggi su Cultweb.it

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