Fabbian il 2026 con il sorriso Dal campetto al trionfo di Roma Bologna sei la mia favola Possiamo battere ancora l’Inter
Nel cuore di Rustega, tra case e campi aperti, si trova il tradizionale campetto dell’oratorio, luogo di incontri e sogni. Fabbian, nel 2026, guarda al futuro con ottimismo, ricordando le tappe che l’hanno portato dal campetto di Bologna ai successi di Roma. Una storia di passione e determinazione, che testimonia come anche le mete più ambiziose possano iniziare da semplici momenti di spensieratezza.
di Massimo Vitali A Rustega, un pugno di case in mezzo a una distesa infinita di terra, c’è l’immancabile campetto dell’oratorio. Il viaggio nel pallone di Giovanni Fabbian è cominciato da lì, insieme a Bruno, Filippo, Alberto "e a tanti altri – dice –, ma mica posso citarli tutti", sotto gli occhi vigili e mai invadenti di papà Alberto e mamma Annalisa. "Sanno starmi vicino senza mettermi pressione: è una fortuna avere due genitori cosi". Per entrare nel mondo di Gìo (con l’accento sulla i, come lo chiamava Thiago, etichetta oggi bandita) non bisogna chiedergli subito della favola della Coppa Italia alzata a maggio, della ferita della Supercoppa consegnata al Napoli, del digiuno da gol spezzato col Sassuolo, dell’ Inter che domenica torna a bussare alla sua porta, di un Bologna che a dicembre ha tirato un po’ il freno e di un 2026 che comunque strizza l’occhio, con le cento presenze in maglia rossoblù a portata di mano e un sogno mondiale a tinte azzurre che guai chiudere a doppia mandata nel cassetto. 🔗 Leggi su Sport.quotidiano.net

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Fabbian, il 2026 con il sorriso. Dal campetto al trionfo di Roma. Bologna, sei la mia favola. Possiamo battere ancora l’Inter».
Fabbian, il 2026 con il sorriso. "Dal campetto al trionfo di Roma. Bologna, sei la mia favola. Possiamo battere ancora l’Inter» - "Quando faccio tappa nella mia Rustega (frazione di Camposampiero, in provincia di Padova, ndr) capita spesso che torno su quel campetto, porto con me la roba da calcio e gioco, con gli amici di ... msn.com
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