Bulgari costretti a entrare nell’euro La cronaca di un disastro annunciato

La Bulgaria ha adottato l’euro, nonostante la significativa opposizione popolare. La decisione è stata presa senza consultazioni referendarie, suscitando preoccupazioni sulla sua sostenibilità e sugli effetti economici a lungo termine. Questa scelta rappresenta un cambiamento importante nella politica monetaria del paese, sollevando interrogativi su come influirà sull’economia nazionale e sulla percezione dei cittadini riguardo alle decisioni prese senza un ampio consenso democratico.

Sofia adotta la moneta unica contro la volontà di metà popolazione. Con un referendum avrebbero vinto i «No». Economisti convinti: i prezzi aumenteranno mentre le buste paga rimarranno al palo. Da ieri la Bulgaria è il ventunesimo Paese dell’Unione Europea ad avere l’euro come moneta. Lo ha scelto senza un governo in carica. Senza una legge di bilancio approvata. Senza il consenso di quasi la metà della popolazione. E contro il parere di importanti economisti. Ma con il plauso della presidente della Bce Christine Lagarde ed un bel po’ di cartelloni pubblicitari pagati dall’esecutivo che però non c’è più e dove campeggia la bandiera blu con le dodici stelle gialle. 🔗 Leggi su Laverita.info

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