Salvini ribadisce la leadership della Lega e attacca Zelensky: Così si rischia la disfatta
Salvini rivendica la linea della Lega, respinge le voci su cambi di leadership e lancia messaggi netti agli alleati, agli avversari interni e sul conflitto in Ucraina, ribadendo identità, numeri e posizionamento politico.
Le ipotesi su un possibile cambio al vertice della Lega tornano ciclicamente sulle pagine dei giornali, ma per Matteo Salvini l’unica vera novità, nel tempo, riguarda chi controlla quelle stesse testate. Dal palco di “Idee in movimento”, a Rivisondoli, il leader del Carroccio liquida le ricostruzioni come esercizi privi di fondamento.
Nel suo intervento, Salvini insiste sullo stile del partito e sul metodo di confronto, rivendicando un approccio diretto ma civile. Il dialogo, anche con chi ha posizioni lontane, viene descritto come parte integrante dell’identità leghista, senza timori verso critiche o attacchi mediatici.
Il segretario affronta poi il tema delle uscite dal partito, usando una metafora chiara: chi decide di alleggerire il proprio percorso politico, lasciando la Lega, viene considerato un peso inutile di cui non c’è nostalgia. Secondo Salvini, l’esperienza dimostra che chi abbandona il Carroccio finisce rapidamente ai margini.
La Lega, sottolinea, non è disponibile a trattative di convenienza né a trasformarsi in un contenitore flessibile. Si definisce una forza popolare, autonoma, con un obiettivo preciso che viene sintetizzato in una parola chiave: libertà.
Pur ribadendo il buon rapporto con la presidente del Consiglio e con gli altri partner di governo, Salvini rivendica la specificità del suo partito e garantisce stabilità per l’intera legislatura. Ricorda inoltre come figure centrali dell’esecutivo provengano direttamente dalla militanza leghista, a conferma di una classe dirigente interna.
Guardando agli anni passati, il vicepremier parla di una fase difficile ormai superata, segnata da tentativi di isolamento politico che non hanno avuto successo. I dati sul tesseramento, chiuso con una crescita significativa nel 2025, vengono presentati come la prova di un radicamento ancora solido.
Nel finale, Salvini interviene sul conflitto in Ucraina con toni duri nei confronti del presidente Volodymyr Zelensky. Dopo gli aiuti e gli sforzi internazionali, sostiene, continuare su questa strada significa andare incontro a una sconfitta sempre più pesante. L’invito è a scegliere rapidamente la via di un accordo, per evitare conseguenze ancora più gravi.