Giubileo 2025, Papa Leone XIV chiude la Porta Santa a San Pietro

Il 6 gennaio 2026, alle 9.41, Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa di San Pietro, segnando la conclusione del Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La cerimonia è iniziata alle 9.30 con il rito di chiusura.

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Alle 9.41 del 6 gennaio 2026, in Vaticano, Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, gesto liturgico che ha sancito la conclusione ufficiale del Giubileo 2025 dedicato alla speranza.

La celebrazione è iniziata alle 9.30 con il rito previsto per la Porta Santa, l’ultima rimasta aperta tra le basiliche papali di Roma. La soglia era stata spalancata la sera del 24 dicembre 2024 da Papa Francesco, avviando l’Anno Santo.

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Prima del gesto finale, il Pontefice ha pronunciato la preghiera di ringraziamento: “Si chiude questa Porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”, formula prevista dal rito. Poi si è avvicinato all’ingresso, si è inginocchiato, ha sostato in silenzio e ha accostato i due grandi battenti di bronzo della Basilica di San Pietro.

La chiusura simbolica è avvenuta in pubblico, mentre la muratura vera e propria della Porta è prevista successivamente, in forma privata, tra circa dieci giorni, con un rito guidato dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche.

In basilica erano presenti anche le autorità civili: tra loro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato con la figlia Laura, e diversi rappresentanti delle istituzioni, dal presidente della Camera Lorenzo Fontana al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, oltre al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

Secondo i dati diffusi durante la giornata, in questi mesi sono arrivati a Roma oltre 33 milioni di pellegrini da tutto il mondo. Un terzo dei partecipanti era italiano e più del 12% proveniva dagli Stati Uniti; tra i gruppi segnalati anche fedeli da Europa, America Latina e Asia, dalla Polonia al Perù, dalla Cina alle Filippine, fino all’Indonesia e all’Australia.

Dopo la chiusura della Porta, Leone XIV ha presieduto la Messa della solennità dell’Epifania. Al termine della celebrazione si è svolto il tradizionale corteo di rievocazione storica “Viva la Befana” in via della Conciliazione, mentre a mezzogiorno il Papa ha recitato l’Angelus dalla Loggia centrale.

Nell’omelia, il Pontefice ha richiamato l’attenzione sui conflitti e sulla necessità di custodire ciò che nasce e resta fragile, evocando l’immagine del Bambino e la ricerca dei Magi. Ha poi criticato un’economia che “prova a trarre profitto da tutto”, osservando che il mercato può trasformare in affari anche il desiderio umano di cercare, di viaggiare e di ricominciare.

All’Angelus, Leone XIV ha invitato i fedeli a diventare “artigiani della pace”, indicando una speranza “con i piedi per terra” capace di alimentare una storia nuova. Ha rinnovato l’appello perché estranei e avversari diventino fratelli, perché alle diseguaglianze si sostituisca l’equità e perché al posto dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace.

Nel saluto finale, il Papa ha rivolto un pensiero alle comunità ecclesiali dell’Oriente che il giorno successivo celebrano il Natale secondo il calendario giuliano, augurando serenità e pace alle famiglie e ai fedeli riuniti per la preghiera dell’Angelus.