Sinner e il rifiuto al Quirinale, il retroscena di Binaghi: Era vicino al ricovero
Jannik Sinner decise di non partecipare al Quirinale a causa di una condizione fisica delicata. A confermarlo è il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha ricostruito le ore difficili vissute dal tennista durante il torneo di Melbourne.
Alla base della mancata presenza di Jannik Sinner al Quirinale non ci sarebbe stata una scelta di principio, ma una condizione fisica estremamente delicata. A rivelarlo è stato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha ricostruito le ore complesse vissute dal tennista azzurro durante il torneo di Melbourne, quando le sue condizioni di salute avevano raggiunto un livello di allarme concreto.
Secondo il racconto, durante il match contro Rune l’atleta era arrivato a un passo dal dover ricorrere alle cure ospedaliere. Un dettaglio che ridimensiona il significato del “no” all’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, collocandolo in un contesto di necessità e gestione delle energie, più che di volontà personale.
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Nel spiegare la decisione, è stato sottolineato come per un tennista di altissimo livello il recupero non riguardi esclusivamente l’aspetto fisico. Alla preparazione atletica si affianca l’esigenza di ritagliarsi momenti di distacco, di contatto con la famiglia e con gli affetti, elementi indispensabili per mantenere equilibrio e lucidità mentale in un calendario sempre più fitto.
Lo stesso intervento ha offerto l’occasione per allargare lo sguardo sullo stato del tennis italiano. Il movimento viene descritto come un sistema strutturato, capace di esprimere più protagonisti e risultati trasversali, dalle competizioni individuali ai successi di squadra, fino alla crescita organizzativa degli eventi internazionali ospitati nel Paese.
Negli ultimi quindici anni, viene ricordato, la Federazione ha investito in modo continuo, costruendo basi solide ben prima dell’esplosione di Sinner. Dalla creazione di una televisione tematica al rilancio dei grandi tornei, l’Italia è passata da una fase di difficoltà a un ruolo centrale nel panorama globale, attirando l’interesse di circuiti e federazioni internazionali.
E' qui che si è inserita l’ascesa del numero uno azzurro, considerato un fenomeno che ha sviluppato la propria ricerca della performance in modo autonomo, ma in sintonia con lo spirito del movimento. Due percorsi distinti, accomunati dalla stessa ambizione e da una cultura del lavoro orientata alla vittoria.