Venezuela, Trump diffonde immagine di Maduro in manette su nave Usa: destinazione Guantanamo
Donald #Trump ha condiviso un’immagine di Nicolas #Maduro in manette su una nave militare americana, indicando una possibile destinazione a Guantanamo. La foto mostra il leader venezuelano in abbigliamento casual e ammanettato.
Un’immagine pubblicata dal presidente statunitense Donald Trump sui social mostra il leader venezuelano Nicolas Maduro a bordo di una nave militare americana, diretto verso gli Stati Uniti. Nella foto Maduro appare ammanettato, con una tuta grigia, cuffie sulle orecchie e grandi occhiali scuri, mentre stringe una bottiglietta di plastica senza tappo.
Secondo quanto riferito da fonti vicine all’amministrazione americana, l’arresto sarebbe avvenuto durante un’operazione notturna delle forze speciali a Caracas, condotta insieme alla cattura della moglie. Dopo il trasferimento via mare, Maduro dovrebbe essere condotto alla base statunitense di Guantanamo, prima di un successivo volo verso New York a bordo di un aereo dell’Fbi.
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Nicolas Maduro, 63 anni, guida il Venezuela dal 2013, subentrando a Hugo Chávez dopo la sua morte. Nel 2024 si è presentato alle elezioni per ottenere un terzo mandato consecutivo, venendo proclamato vincitore dalle autorità venezuelane. Il risultato è stato però contestato dall’opposizione interna e da diversi osservatori internazionali, che hanno denunciato irregolarità e manipolazioni.
Gli Stati Uniti hanno riconosciuto come legittimo vincitore il candidato dell’opposizione Edmundo González, imponendo sanzioni a funzionari elettorali venezuelani accusati di aver alterato l’esito del voto. Nonostante le critiche e le proteste internazionali, Maduro ha comunque prestato giuramento per il nuovo mandato nel mese di gennaio.
Esponenti dell’amministrazione Trump sostengono che il presidente venezuelano sia a capo del cosiddetto “Cartello dei Soli”, ritenuto responsabile del traffico di droga verso gli Stati Uniti, definendolo un leader privo di legittimità. Maduro ha sempre respinto ogni accusa, ribadendo pubblicamente la propria fedeltà al progetto rivoluzionario e promettendo resistenza a qualsiasi pressione esterna.
Prima dell’ascesa politica, Maduro ha lavorato come autista di autobus, diventando poi dirigente sindacale. In seguito ha ricoperto incarichi di primo piano come ministro degli Esteri e vicepresidente durante la presidenza di Chávez. A differenza del suo mentore, non ha mai goduto dello stesso consenso popolare né del carisma che aveva caratterizzato il predecessore.
Sotto la sua guida, l’economia venezuelana ha subito un tracollo progressivo. Le politiche di controllo dei prezzi e i sussidi statali, avviati già negli anni precedenti, hanno eroso le riserve finanziarie legate al petrolio. Il crollo delle quotazioni energetiche ha aggravato la crisi, rendendo difficoltose le importazioni di beni essenziali come alimenti e medicinali.
La massiccia emissione di moneta ha innescato una spirale di iperinflazione, svuotando di valore la valuta nazionale. A questo scenario si sono aggiunti livelli elevati di corruzione e l’impatto delle sanzioni internazionali, aumentando ulteriormente la pressione sull’economia e sulla popolazione.
Le proteste contro il governo sono state affrontate con una linea repressiva. Le autorità sono state accusate di aver soffocato con la forza le manifestazioni di massa e di aver manipolato anche le consultazioni elettorali del 2018. Il deterioramento delle condizioni di vita ha spinto oltre un quarto dei cittadini, circa otto milioni di persone, a lasciare il Paese.