Operazione Usa contro Maduro paragonata a Bin Laden e Saddam Hussein: arresto e accuse penali

Le ultime ore in #Venezuela sono state segnate da un'operazione delle forze statunitensi che ha portato all'arresto di Nicolás #Maduro, suscitando reazioni e confronti con eventi storici. Ecco cosa è successo.

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Un’azione militare lampo, definita senza precedenti per portata e modalità, ha segnato le ultime ore in Venezuela. Le forze armate statunitensi avrebbero prelevato il presidente Nicolás Maduro nel cuore della notte, trasferendolo fuori dal Paese dopo un’operazione che ha provocato momenti di forte tensione nei cieli di Caracas.

L’intervento è stato descritto come uno degli episodi più clamorosi della politica estera americana degli ultimi decenni, accostato per impatto alle operazioni che portarono all’eliminazione di Osama bin Laden e alla cattura di Saddam Hussein. Secondo osservatori internazionali, si tratta dell’atto militare straniero più radicale mai compiuto durante la presidenza di Donald Trump.

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La rapidità dell’azione avrebbe confermato la determinazione dell’amministrazione statunitense nel perseguire l’obiettivo di rimuovere Maduro dal potere, obiettivo raggiunto nel giro di poche ore in uno scenario considerato altamente rischioso. Un segnale, secondo diverse analisi, della libertà operativa con cui Washington ritiene di poter agire su scala globale.

Il presidente venezuelano, sostenuto negli anni da alleanze strategiche con Russia e Cina, sarebbe stato catturato da unità d’élite americane e condotto negli Stati Uniti. Tra queste, la Delta Force, reparto speciale già impiegato in missioni di alto profilo contro figure chiave del terrorismo internazionale.

Negli Stati Uniti Maduro dovrà affrontare un processo penale con accuse legate al traffico di droga. Da tempo l’apparato giudiziario americano lo considera coinvolto in attività criminali di vasta portata, culminate nel 2020 con un’incriminazione per narco-terrorismo e cospirazione finalizzata all’importazione di cocaina.

Negli anni, Washington aveva accompagnato l’azione giudiziaria con un sistema di ricompense crescenti per la sua cattura. La taglia iniziale di 15 milioni di dollari è stata progressivamente aumentata fino a raggiungere quota 50 milioni, dopo che l’amministrazione Trump ha indicato il Cartel de los Soles come organizzazione terroristica straniera, individuando in Maduro il vertice del gruppo.

Secondo il Dipartimento di Stato, le accuse non derivano da valutazioni politiche ma da prove presentate a una giuria federale di New York, che ha formalizzato l’atto d’accusa contro il leader venezuelano. Una posizione ribadita pubblicamente anche nelle settimane precedenti all’operazione.

Donald Trump ha confermato l’arresto attraverso un messaggio sui social, parlando di un’azione coordinata con le forze dell’ordine statunitensi e annunciando ulteriori dettagli nelle ore successive. In parallelo, esponenti del Congresso hanno riferito di essere stati informati direttamente dal segretario di Stato sulle modalità dell’intervento.

Secondo quanto emerso, l’operazione militare sarebbe stata pianificata anche per garantire la sicurezza degli agenti incaricati di eseguire il mandato di arresto, in un contesto giudicato estremamente instabile e potenzialmente ostile.

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