Maduro catturato: profilo del presidente venezuelano dopo Chávez
L’annuncio della cattura di Nicolás Maduro è arrivato dopo una notte segnata da raid statunitensi su Caracas e in altre aree del Venezuela, accompagnati da forti esplosioni che hanno scosso il Paese. Secondo quanto comunicato, l’operazione avrebbe portato al fermo del presidente venezuelano e della moglie.
Maduro, 63 anni, guida il Venezuela dal 2013, anno in cui è subentrato a Hugo Chávez dopo la sua morte. Figura cresciuta politicamente all’ombra del leader bolivariano, ne ha raccolto l’eredità istituzionale senza però eguagliarne il carisma e la capacità di mobilitare consenso popolare.
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Nel 2024 si è presentato alle elezioni per un terzo mandato, proclamandosi vincitore attraverso le istituzioni controllate dal governo. L’esito del voto è stato contestato dall’opposizione e da osservatori internazionali, che hanno parlato di irregolarità e manipolazioni, mentre Washington ha riconosciuto come vincitore il candidato avversario Edmundo González, imponendo sanzioni ai responsabili elettorali.
Nonostante le critiche e le pressioni diplomatiche, Maduro ha prestato giuramento per un nuovo mandato nel gennaio successivo, rafforzando il controllo sul potere. Le autorità statunitensi lo considerano un presidente illegittimo e lo accusano di essere a capo del cosiddetto “Cartello dei Soli”, un’organizzazione criminale coinvolta nel traffico di droga verso gli Stati Uniti.
Il leader venezuelano ha sempre respinto ogni addebito, ribadendo pubblicamente la propria fedeltà al progetto rivoluzionario avviato da Chávez. In diversi interventi ha promesso resistenza alle pressioni esterne, presentandosi come baluardo contro quella che definisce un’ingerenza straniera.
Prima di entrare nei palazzi del potere, Maduro aveva lavorato come autista di autobus, per poi emergere come dirigente sindacale. Da lì il passaggio alla politica nazionale, con gli incarichi di ministro degli Esteri e vicepresidente durante la presidenza Chávez.
Sotto la sua guida, l’economia venezuelana è precipitata dopo anni di politiche basate su controlli dei prezzi e sussidi finanziati quasi esclusivamente dalle entrate petrolifere. Il crollo del valore del greggio ha reso sempre più difficile importare beni essenziali come cibo e medicinali, aggravando la crisi sociale.
La massiccia emissione di moneta ha alimentato un’iperinflazione che ha svuotato di valore la valuta nazionale. Corruzione diffusa e sanzioni internazionali hanno ulteriormente appesantito un sistema già in difficoltà, contribuendo al deterioramento delle condizioni di vita.
Di fronte al crescente malcontento, Maduro ha reagito con una stretta repressiva, soffocando proteste di massa e affrontando accuse di brogli elettorali già nel 2018. La crisi ha spinto oltre un quarto della popolazione, circa otto milioni di persone, a lasciare il Paese in cerca di migliori prospettive.