Vestas operai sul tetto per dire no al trasferimento | Licenziamento mascherato
Un gruppo di operai e sindacalisti di Vestas Italia ha occupato il tetto dello stabilimento di Taranto per protestare contro il trasferimento forzato dei lavoratori, considerato da loro come una forma di licenziamento mascherato. La protesta mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle conseguenze di questa decisione, evidenziando le preoccupazioni dei lavoratori coinvolti e chiedendo un confronto sulle alternative possibili.
Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase «Trasferimento forzato=licenziamento mascherato» e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell'azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi. L'uomo «impiccato - sottolinea in una nota la Uilm, che ha organizzato la mobilitazione con la Fiom Cgil - è il simbolo brutale di un futuro che viene tolto, di una dignità calpestata e di un territorio che rischia di essere svuotato per sempre». 🔗 Leggi su Quotidianodipuglia.it

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Vestas, Taranto: lavoratori sul tetto del capannone Protesta, presidio da giorniA Taranto, i lavoratori di Vestas sono saliti sul tetto del capannone per protestare, mantenendo un presidio da diversi giorni.
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Taranto, lavoratori Vestas in protesta: manichino impiccato e striscione sul tetto contro il trasferimento forzatoLa mobilitazione, organizzata dalla Uilm insieme alla Fiom Cgil, rientra in uno sciopero che dura ormai da 12 giorni, in segno di opposizione alla decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di ... giornaledipuglia.com
Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase “Trasferimento forzato=licenziamento mascherato” e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono i facebook
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