Il burro come cultura e valore per il territorio

Il burro rappresenta una tradizione radicata nel territorio, riflettendo storie e culture diverse. La sua storia rivela differenze tra Nord e Sud Italia, tra civiltà e influenze ecclesiastiche. Oggi, il suo valore va oltre l’aspetto gastronomico, incarnando un patrimonio culturale che si tramanda nel tempo, testimonianza delle trasformazioni e delle identità che caratterizzano il nostro Paese.

La parola burro ha in sé qualcosa di attraente. Non è sempre stato amato da tutti. La storia insegna che il suo utilizzo dipendeva dal fatto di essere un barbaro o un romano, dal vivere nel Nord o nel Sud Italia e dal potere ecclesiastico. Negli stati nordeuropei essere as brown as oil indicava essere “marroni” come l’olio, pessimo, che si consumava. Per questo motivo il burro, nel quindicesimo secolo, venne accettato come alternativa all’olio, per ragioni di disgusto più che di gusto. Da panetto “unto del montanaro”, diventò addirittura “grasso magro” quaresimale e trendy per i ceti aristocratici del Sud Italia. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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