La storia dell’ennesimo suicidio in carcere di un uomo con gravi disturbi psichiatrici
La vicenda di Christian Guercio, trovato morto in cella dopo soli tre giorni di detenzione ad Asti, solleva ancora una volta il tema delle condizioni di salute mentale in carcere. Secondo l’avvocato, nessuno era a conoscenza dei suoi gravi disturbi psichiatrici. Questo caso evidenzia l’importanza di un’adeguata attenzione alle fragilità dei detenuti e alla gestione della salute mentale all’interno delle strutture penitenziarie.
Christian Guercio era in cella da soli tre giorni: secondo il suo avvocato nel carcere di Asti nessuno sapeva che era malato Il 29 dicembre erano passate da poco le 17 quando Christian Guercio si è ucciso nel carcere di Asti. Aveva 38 anni, faceva l’elettricista e il deejay. Era in cella da tre giorni, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ma secondo il suo avvocato non doveva stare lì perché era malato, depresso, e già in passato aveva tentato il suicidio. La procura di Asti ha aperto un’inchiesta. La famiglia di Guercio vuole ricostruire con precisione cosa è successo, ogni passaggio, ogni decisione presa in quei tre giorni: vuole sapere soprattutto perché un uomo in quelle condizioni era in cella da solo e senza controlli. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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