Il videogioco GTA VI è già nel mirino della politica russa
Il videogioco Grand Theft Auto VI attira l’attenzione non solo degli appassionati, ma anche delle istituzioni politiche. La Russia ha già manifestato interesse e preoccupazioni riguardo al suo contenuto, anticipando possibili discussioni sulla sua ricezione e regolamentazione. L’uscita ufficiale è prevista per il 19 novembre 2026, su PlayStation 5 e Xbox Series X, segnando un importante appuntamento nel settore dei videogiochi.
Roma, 19 gennaio 2026 – Il conto alla rovescia per Grand Theft Auto VI è già iniziato. Salvo nuovi rinvii, l’uscita è fissata al 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X. Eppure, nonostante manchino ancora 11 mesi al lancio di quello che è considerato da più parti il videogioco più atteso di sempre, è già polemica. Non per il prezzo elevato, ma per quella che si preannuncia come una possibile censura. Cosa sappiamo. L’allarme arriva da Mosca. In Russia, infatti, il gioco rischia di non arrivare affatto. O di farlo in versione “ripulita”. A sollevare il caso è Mikhail Ivanov, vicepresidente del Consiglio Mondiale del Popolo Russo e membro dell’assemblea regionale di Bryansk. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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ARC Raiders batte GTA 6 nelle ricerche Google 2025: il videogioco più cercato dell’anno (e non è l’unico)
Nel 2025, le ricerche su Google svelano sorprese nel mondo dei videogiochi, con ARC Raiders che supera GTA 6 nelle ricerche annuali. Questo dato evidenzia come le tendenze e gli interessi degli utenti possano cambiare rapidamente, portando alla ribalta titoli emergenti e meno prevedibili, oltre ai classici grandi nomi del settore.
GTA 6 deve essere censurato per essere pubblicato in Russia: lo chiede il Consiglio Mondiale del Popolo Russo - GTA 6 arriverà alla fine dell'anno, ma non è detto che venga pubblicato in ogni singola nazione: in Russia infatti c'è chi sta chiedendo una censura del videogioco, oppure un completo ban. multiplayer.it
L’Autorità valuta possibili violazioni del Codice del consumo e dei diritti contrattuali. Nel mirino interfacce “manipolative”, valute virtuali poco trasparenti e tutele insufficienti per i minori facebook
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