Perché i laureati italiani scappano all’estero | stipendi doppi in Germania e investimenti universitari ultimi in Europa I numeri del declino

Molti giovani laureati italiani cercano opportunità all’estero, attratti da stipendi più elevati e investimenti universitari inferiori rispetto ad altri paesi europei. La fuga di cervelli è un fenomeno che preoccupa l’Italia, come evidenziato dai dati della Banca d’Italia. Questa situazione mette in luce le sfide del sistema universitario e del mercato del lavoro nazionali, spingendo i giovani a cercare realizzazione altrove.

La domanda è retorica: perché un giovane laureato dovrebbe restare in Italia quando la Germania gli offre l’80% in più di stipendio? Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha scelto il pragmatismo dei numeri per spiegare la fuga dei cervelli. Il divario con la Francia raggiunge il 30%. Gli scarti retributivi si sono allargati progressivamente negli anni e rappresentano la vera chiave di lettura del fenomeno migratorio. Circa un decimo dei giovani laureati italiani lascia il Paese negli anni più recenti. Ingegneri e informatici guidano l’esodo. Le imprese italiane cercano proprio quelle figure professionali che scelgono di costruirsi una carriera oltreconfine. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.itImmagine generica

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I giovani laureati vanno all’estero? Panetta: “In Germania guadagnano l’80 per cento in più”
Molti giovani laureati italiani scelgono di trasferirsi all’estero in cerca di migliori opportunità di lavoro. Secondo il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in Germania i laureati italiani possono guadagnare fino all’80% in più rispetto al nostro Paese. Questa dinamica evidenzia le sfide del mercato del lavoro italiano e l’importanza di investire in formazione e competitività per trattenere i talenti.

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