La Spezia la famiglia del ragazzo ucciso chiede una legge sulla sicurezza nelle scuole
A La Spezia, la famiglia di un ragazzo ucciso si rivolge alle istituzioni chiedendo l’adozione immediata di una legge sulla sicurezza nelle scuole. La richiesta nasce dall’esigenza di prevenire ulteriori tragedie, sottolineando l’urgenza di interventi concreti e tempestivi. La vicenda evidenzia l’importanza di azioni rapide per garantire ambienti scolastici più sicuri e tutelare la sicurezza di studenti e personale.
«Chiediamo una legge subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre o quattro vittime, ma subito». È l’appello lanciato dai familiari e dagli amici di Abanoud Youssef, il ragazzo ucciso con una coltellata a scuola venerdì scorso a La Spezia. «La vittima non è una sola, le vittime sono cinque: tutta la famiglia, la mamma sta morendo di dolore», hanno detto i parenti del giovane, chiedendo provvedimenti concreti per garantire la sicurezza degli studenti all’interno degli istituti scolastici. Dopo una manifestazione silenziosa davanti all’obitorio, dove si trova la salma del ragazzo, i partecipanti si sono spostati sotto la prefettura, dove era in corso il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. 🔗 Leggi su Feedpress.me

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Studente ucciso a La Spezia, metal detector a scuola con il Pacchetto Sicurezza: l'idea del ministro Valditara
Dopo il tragico episodio di La Spezia, in cui uno studente ha perso la vita, il ministro Valditara propone l’installazione di metal detector nelle scuole. La decisione sarà comunque lasciata alla discrezione dei dirigenti scolastici, nell’ambito del Pacchetto Sicurezza. Questa misura mira a rafforzare la tutela degli ambienti scolastici, mantenendo un equilibrio tra sicurezza e rispetto della libertà di apprendimento.
Non riesce ancora a credere a quanto accaduto a La Spezia la famiglia di Zouhair Atif, il 19enne accusato di avere ucciso Youssef Abanoud, 18 anni, coetaneo e compagno di scuola. A parlare è il padre Boulkhir. "Sono troppo preso dal dolore per quello che - facebook.com facebook
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