30 anni visti da scrittrici e scrittori Per Daniele Mencarelli la svolta arriva in leggerezza
Trent’anni rappresentano un’età di passaggi e riflessioni, tra l’infanzia e l’età adulta. Per alcuni, un momento di svolta, come nel caso di Daniele Mencarelli, che trova leggerezza e profondità nel proprio percorso. In questa età, si vivono emozioni semplici ma significative, come un saluto inaspettato o un gesto di cortesia, che rendono il cammino più consapevole e autentico.
A vere trent’anni significa essere troppo vecchi per esordire in serie A, ma troppo giovani per aspirare alla presidenza della nostra Repubblica, significa sentirsi chiamare per la prima volta signore, proprio ieri alla fermata della metro, da una voce bambina tanto bellina che ti è arrivata come un cazzotto sul naso o la sveglia quando sei andato a dormire un’ora prima, a rimettere a posto le cose ci ha pensato il padrone del bar a Piramide che ha ordinato al suo barista un “ginseng pe’ sto’ ragazzo”. Lui non sa che lo avrei baciato sulla bocca baffuta come un dio dietro la cassa a ristabilire l’ordine dell’universo. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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Intervista a Daniele Mencarelli
Abbiamo incontrato Daniele Mencarelli alla Libreria Pagina 348 di Roma in occasione della presentazione del suo nuovo romanzo, “Quattro presunti familiari”. In questa occasione, l’autore ha presentato il suo esordio nel genere noir, un lavoro che approfondisce temi complessi e personali. Di seguito, un'intervista per conoscere meglio il percorso e le motivazioni dietro questa nuova scelta letteraria.
«Con George è stata una bella reunion: ci conosciamo da 32 anni e, anche se non ci siamo visti molto in privato, abbiamo sempre sostenuto l’uno la carriera dell’altro. Di recente sono andato a vederlo a Broadway e gli ho consegnato un premio per il suo lavo - facebook.com facebook
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