La terra racconta ciò che la guerra vorrebbe cancellare

La terra conserva la memoria di chi l’ha abitata, anche quando le ferite della guerra appaiono profonde. Palestina, Ucraina e altri territori dimostrano come i luoghi, nonostante le distruzioni, continuino a testimoniare le storie di chi li ha vissuti. Attraverso i loro paesaggi, si preserva un ricordo che la guerra tenta di cancellare, mantenendo vivo il patrimonio culturale e umano di queste terre.

Ho scelto di aprire le danze con Mahmoud Darwish, poeta palestinese tra i più rilevanti del XX secolo, il cui linguaggio poetico unisce lirismo, memoria e impegno politico. Nato nel 1941 nel villaggio di al-Birwa, in Galilea, Darwish visse fin dall’infanzia l’esperienza della Nakba – l’esodo forzato della popolazione araba palestinese – del 1948, quando la sua famiglia fu costretta all’esilio. La sua poesia affronta temi universali come l’identità, la perdita, la patria e la resistenza, trasformando il dolore personale in voce collettiva. La citazione iniziale incarna proprio questa capacità di trasformare la memoria e la sofferenza in un messaggio di resistenza e umanità condivisa. 🔗 Leggi su Ecodibergamo.it

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