La sentenza di condanna di De Pasquale e Spadaro è un grande spot per il Sì
La recente condanna di De Pasquale e Spadaro evidenzia l’importanza di un sistema giudiziario equilibrato. La motivazione smonta l’immagine distorta di procuratori che agiscono senza controlli, sottolineando invece la necessità di un giudice terzo che garantisca imparzialità e corretta verifica delle prove. Un aspetto fondamentale per rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nel percorso di giustizia.
La motivazione smonta la narrazione ipocrita sui procuratori che cercano pure prove pro imputati. Nella realtà non è così: serve un giudice terzo che controlli il loro operato. Il 13 gennaio, la prima sezione penale della Corte d’Appello di Brescia ha depositato le motivazioni della sentenza (datata 16 ottobre) che conferma la condanna di primo grado a 8 mesi per omissione di atti d’ufficio nei confronti dei pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, e, con le sue 132 pagine, ha scritto un altro capitolo a favore del Sì alla riforma della Giustizia per cui si andrà a votare a marzo. 🔗 Leggi su Laverita.info

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