L’Iran in rivolta Trump in azione e una sinistra parecchio silenziosa

L’attuale scenario internazionale vede l’Iran in fermento, con proteste e tensioni sociali, mentre Donald Trump invita alla mobilitazione popolare e si schiera con una retorica provocatoria. La sinistra, in questo contesto, appare piuttosto silenziosa, lasciando spazio a un clima di incertezza e attesa. Un quadro complesso che richiede attenzione e analisi, per comprendere le dinamiche in gioco e le possibili evoluzioni future.

Come fosse un Lev Trotsky redivivo, Donald Trump fa appello al popolo a prendere il potere, a incitare alla rivolta – «Make Iran Great Again» – e a fare la parte che sa recitare meglio: il barricadero con i miliardi e i missili. Non è la prima volta che un reazionario a quarantotto carati prende a guidare il popolo, ma certo il boss di Washington sembra avere Dio dalla sua parte, cioè la Storia come forza. Si muove per il suo tornaconto personale, è ovvio, il petrolio e quant’altro si situi nella linea potere-soldi. Ma non si scappa: il crollo della teocrazia può avvenire se Trump deciderà di fare qualcosa di grosso, come ha preannunciato. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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