La rasatura la liberazione poi le prime parole di Trentini | Posso avere una sigaretta? E Burlò chiama la figlia
Alberto Trentini e Mario Burlò sono giunti all’ambasciata italiana a Caracas nel cuore della notte, segnando un momento di svolta inatteso. La loro liberazione ha aperto un nuovo capitolo, accompagnata da un gesto semplice: Trentini chiede una sigaretta, mentre Burlò chiama la figlia. Un episodio che rimanda a un passaggio fondamentale, caratterizzato da imprevisti e dalla volontà di riprendere in mano la propria vita.
"È stato tutto così improvviso. Inaspettato". Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi. Sono arrivati a notte fonda nell'ambasciata italiana a Caracas. Emozionati, raccontano, hanno sostenuto di non sapere della cattura di Maduro. "Sono felice, ringrazio l’Italia", ha detto. Poi quel desiderio: "Ora possiamo fumare una sigaretta?". "Sono arrivati qui un po’ disorientati ma felici, molto felici", racconta l'ambasciatore italiano Giovanni Umberto De Vito, "Veramente sollevati e grati all’Italia che non li ha mai lasciati soli. Mia moglie ha prestato il suo cellulare ad Alberto, perché il suo glielo hanno trattenuto, mentre Burlò aveva il suo". 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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La rasatura, la liberazione, poi le prime parole di Trentini: "Posso avere una sigaretta?". E Burlò chiama la figlia - Sono arrivati a notte fonda nell'ambasciata italiana a Caracas. msn.com
Le prime parole di Alberto Trentini dopo la liberazione - Le dichiarazioni del cooperante veneto liberato in Venezuela dopo oltre 400 giorni di detenzione senza accuse formali. msn.com
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