La memoria addomesticata dell’antimafia e l’orrore dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo

L’articolo esplora il tema della memoria antimafia, affrontando anche il tragico omicidio di Giuseppe Di Matteo. Attraverso un’analisi sobria, si riflette sulle radici storiche e sulle conseguenze di questi eventi, mantenendo un tono rispettoso e informativo. La narrazione si concentra sulla complessità di un passato che, nonostante tutto, continua a influenzare il presente, offrendo uno sguardo approfondito e accurato su un tema delicato.

La stanza è stata ristrutturata. Pitturata, ripulita. Se non fosse per i lumini accesi, i fiori e per quella rete del letto, arrugginita, potrebbe sembrare qualsiasi cosa: un monolocale pronto a diventare un b&b, una stanza in affitto per studenti fuori sede, una di quelle soluzioni spartane e care che il mercato immobiliare spaccia per accoglienti. Anche il bagno è stato rifatto. Piastrelle nuove, sanitari. Non sia mai che a qualcuno venga il bisogno di fare pipì nel luogo dell’orrore. L’orrore più nero. Siamo nel nulla della campagna intorno a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, nell’ultimo covo, dove venne tenuto prigioniero e ucciso un ragazzino, Giuseppe Di Matteo. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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