L’overkitchen e il lato oscuro dell’attrazione per il cibo

L’overkitchen rappresenta il nuovo confine tra cucina e consumo quotidiano, un concetto che descrive l’insieme di abitudini e atteggiamenti legati all’uso intensivo del cibo. In un’epoca di continua connessione, questo termine indica come il nostro rapporto con il cibo possa diventare sia una fonte di piacere che di insoddisfazione, riflettendo un lato più nascosto e complesso della nostra attrazione verso il cibo.

Overkitchen. È un anglicismo sgangherato, ma perfetto per definire “l’ oltre cucina ” nel quale siamo sempre più immersi. Per mano di un esercito di gastronomi, dietologi, spadellatori di lungo corso, chef stellati e rezdore tiktoker. Oggi la dimensione materiale ed educativa degli atti e delle pratiche alimentari è stata oscurata. Il cibo è infatti assediato da un lato dalla “società del troppo” e dall’altro dalla “società della super individualizzazione” che chiede che tutto sia speciale, unico, eccezionale. Super buono, super gourmet, super ricercato. La solenne semplicità di un uovo fritto alla perfezione (che per La grande cucina del mitico Luigi Carnacina era una delle cose più difficili) è irrimediabilmente persa. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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