L’attivista colombiano | Io in cella con Burlò e Trentini tra le crisi d’ansia e violenze
Un’attivista colombiana descrive le condizioni nel carcere di Rodeo, a circa trenta chilometri da Caracas. Tra crisi d’ansia e violenze, trascorre la maggior parte del tempo in cella, con un’ora al giorno dedicata all’aria aperta e alla vista del cielo. La testimonianza offre uno sguardo sulla situazione carceraria in Venezuela, evidenziando le difficoltà quotidiane vissute dai detenuti.
Nel carcere di Rodeo, a trenta chilometri da Caracas, «si sta sempre nella cella, tranne un’ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ti ammanettano e ti mettono un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina (un antidepressivo, ndr). Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo». A raccontarlo a la Repubblica è l’attivista colombiano dei diritti umani, Iván Colmenares García, arrestato in Venezuela nel 2024 e che è a casa dal 24 ottobre scorso. 🔗 Leggi su Open.online
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L’attivista colombiano: «Io in cella con Burlò e Trentini, tra le crisi d’ansia e violenze» - Il racconto a Repubblica di Iván Colmenares García, rilasciato lo scorso ottobre. open.online
Sezione di alta sicurezza per l’attivista palestinese arrestato a Genova - facebook.com facebook
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