Quelli che chiedono un’Europa più forte ma disarmata

Di fronte all’intensificarsi delle sfide rappresentate dal nuovo fascismo americano, si discute spesso di un’Europa più forte e decisa. Tuttavia, molti sottolineano come l’Europa sembri ancora troppo disarmata, sia in termini di politica estera che di capacità di risposta alle provocazioni degli Stati Uniti. Questa situazione solleva interrogativi sulla reale volontà e capacità dell’Europa di affermare con fermezza i propri interessi e valori.

Di fronte alla crescente aggressività del nuovo fascismo americano, sempre più violento e sfrontato tanto in patria quanto all’estero, si sente ripetere continuamente che l’Europa dovrebbe alzare la voce, mostrare maggiore spina dorsale, rispondere a tono a provocazioni e ricatti della Casa Bianca, dalla sua politica commerciale estorsiva alle minacce di invasione della Groenlandia. Personalmente, pur avendo sempre sostenuto la necessità di una posizione più ferma, provo un certo fastidio dinanzi al modo in cui alcuni osservatori tendono a farla facile, a scaricare come al solito sulle élite europee la colpa di tutto, come se fosse solo questione di carattere, e non vi fossero, purtroppo, solidissime ragioni strategiche, economiche e soprattutto di sicurezza per misurare bene le parole e gli atti. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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