L’autonomia dei giudici resta garantita | il mantra del Sì per spingere la riforma Ma lo è pure in Cina Iran e Nord Corea

Il dibattito sulla riforma giudiziaria in Italia si concentra sulla garanzia dell’autonomia dei giudici, spesso presentata come un principio fondamentale. Tuttavia, questa stessa autonomia è riconosciuta in paesi con sistemi molto diversi tra loro, come Cina, Iran e Nord Corea, dove la magistratura opera sotto stretta supervisione statale. È importante analizzare come il concetto di indipendenza giudiziaria si traduca in contesti politici e culturali differenti.

L’indipendenza della magistratura è un valore fondante della Russia di Putin. Ma anche della Cina di Xi Jinping, della Cuba castrista, dell’ Iran degli ayatollah e persino della Corea del Nord. O almeno è ciò che si legge nelle Costituzioni di tutti questi Paesi. Sulla carta, infatti, l’autonomia dei giudici non è messa in discussione nemmeno dai peggiori regimi dittatoriali del pianeta: a soffocarla però sono fattori di insieme e di contesto, che rendono impossibile esercitarla in concreto. A farlo notare è un commento ironico del pm ligure Claudio Martini, sostituto procuratore a Savona, che sta facendo il giro delle chat dei magistrati dopo le accuse rivolte alla campagna per il No alla riforma Nordio. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - “L’autonomia dei giudici resta garantita”: il mantra del Sì per spingere la riforma. Ma lo è pure in Cina, Iran e Nord Corea

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