L’odissea di Ciavatta vittima senza pace Persino la sua tomba ha rischiato il trasloco
La vicenda di Francesco Ciavatta, vittima della strage di Acca Larenzia nel 1978, continua a suscitare attenzione. La sua tomba, adornata con fiori e un nastro tricolore, testimonia il ricordo di un episodio tragico degli anni di piombo. Nonostante il passare del tempo, la memoria di Ciavatta rimane viva, mentre la sua storia evidenzia le ferite ancora aperte di un passato difficile.
Fiori freschi, con un nastro tricolore, sulla tomba di Francesco Ciavatta (foto), una delle vittime di Acca Larentia, falciato il 7 gennaio 1978 dall'odio degli anni di piombo. «Come stelo reciso da falce violenta» è inciso sulla lapide del piccolo cimitero di Montagano, in provincia di Campobasso, dove era nato il giovane del Fronte della gioventù. «Una vittima tristemente celebre di una pagina terribile del nostro paese - dichiara al Giornale, il sindaco, Giuseppe Tullo -. Un pezzo di storia d'Italia anche se non tutti hanno questa sensibilità». Il rischio, dalla primavera dello scorso anno, è che i resti terreni di Ciavatta andassero a finire in un ossario. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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L’odissea di Ciavatta, vittima senza pace. Persino la sua tomba ha rischiato il trasloco - Fiori freschi, con un nastro tricolore, sulla tomba di Francesco Ciavatta (foto), una delle vittime di Acca Larentia, falciato il 7 gennaio 1978 dall'odio degli anni di piombo. ilgiornale.it
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