In Groenlandia ci sentiamo offesi e impauriti da Trump Se ci conquistano gli Usa di cosa vivremo?
In Groenlandia, le preoccupazioni sono cresciute di fronte alla possibile presenza militare degli Stati Uniti. La paura di un'invasione e le implicazioni di una perdita di autonomia si fanno sentire tra la popolazione, che si interroga su come potrebbe cambiare la propria vita in un contesto di crescente tensione internazionale. Questa situazione evidenzia le tensioni geopolitiche e il senso di insicurezza che possono derivare da interventi esterni.
“Abbiamo solo paura. Tanta. Ci aspettiamo che da un giorno all’altro arrivino truppe di soldati dagli Stati Uniti. E poi chissà che ne sarà del popolo inuit”. Robert Peroni, 82 anni, scalatore ed esploratore altoatesino, da quasi mezzo secolo vive a Tasilaq, tre mila anime che dal 1894 abitano la costa est della Groenlandia, affacciata al Mare di Irminger. Lì, l’italiano amato dal popolo del ghiaccio, ha dato vita alla “Casa Rossa”, una residenza turistica ecosostenibile e imparato che in quella cultura la lingua non ha la parola futuro. Una sensazione ancora più viva in queste ore in cui il presidente degli Usa Donald Trump ha annunciato di voler metter le mani anche sull’isola: “Abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente, ne abbiamo bisogno per la difesa”, ha detto il tycoon. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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TRUMP E LA GROENLANDIA: COME RUBARE LE RISORSE DI UNO STATO #trump #groenlandia #usa #danimarca
"Gli Usa lavorano a un accordo di associazione con Groenlandia che escluda Danimarca". Economist: "E' una delle ipotesi per evitare un'annessione" #ANSA - facebook.com facebook
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