La normalizzazione dell’anomalia | il declino inesorabile? della politica

La normalizzazione dell’anomalia rappresenta una questione centrale nel panorama politico attuale. La parola “normale”, ormai poco utilizzata, ci invita a riflettere sul senso di “Paese normale” e sul suo rapporto con il declino delle istituzioni. Ricordando il contributo di Massimo D’Alema, che trent’anni fa aveva evidenziato questa tensione, si apre una discussione sulla percezione e sulla realtà del cambiamento nel sistema politico italiano.

Normale. Già la parola è alquanto in disuso. Ma se associamo Paese, ovvero un Paese normale, dobbiamo fare un salto indietro di 30 anni, quando Massimo D’Alema ufficializzò in un saggio la sua passione, quasi un copyright, per quell’espressione che tenne banco politico per qualche anno. Giusto il tempo (1998-2000) dell’ascesa a Palazzo Chigi di un comunista (vero), per la prima volta nella storia della Repubblica italiana. Ma soprattutto del ritorno del berlusconismo, dopo la parentesi prodiana, che dimostrò con solare evidenza che l’Italia non era e non poteva essere un «Paese normale». Men che mai diventarlo. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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